
Sandro Filipepi nasce a Firenze, in borgo Ognissanti, nel 1445, da Mariano di Vanni d'Amedeo Filipepi, conciapelli, e da Smeralda, sua moglie. E' l'ultimo di quattro figli. La vita e le opere di Botticelli
Quando Botticelli fu inviato da Lorenzo il Magnifico a partecipare alla decorazione della Cappella Sistina aveva 40 anni, insieme al Ghirlandaio, Signorelli, Perugino, Rosselli, ecc era uno dei maggiori artisti dell'epoca nonché importante rappresentante della scuola fiorentina.
Le linee spezzate e i colori drammatici delle ultime opere, tra le quali figurano la Pietà (1495 ca., Museo Poldi Pezzoli, Milano), la Natività (1501, National Gallery, Londra) e la Crocifissione (1496 ca., Fogg Art Museum, Cambridge, Massachusetts), testimoniano della sua inquietudine religiosa.
La stessa atmosfera cupa si trova nei soggetti profani dello stesso periodo, tra cui si ricordano la Calunnia di Apelle (1495, Uffizi) e le Storie di donne illustri (1500, Accademia Carrara, Bergamo e Isabella Stewart Gardner Museum, Boston)
All'artista furono assegnati tre episodi, eseguite anche grazie all'aiuto dei collaboratori: Prove di Mosè, le Prove di Cristo e la Punizione di Qorah, Dtham e Abiram
Le Prove di Mosè
Le Prove di Cristo
La Punizione dei ribelli
L'affresco misura 348,5 cm per 558 cm, venne realizzato tra il 1481 ed il 1482. La scena presente alcuni episodi del giovane Mosè, tratti dal Libro dell'Esodo.
Per comprendere l'opera, realizzata con il metodo delle scene sovrapposte, possiamo suddividerla visivamente in varie scene separate tra loro, in particolare, Mosè viene raffigurato sempre con la tunica giallo oro e con un mantello di colore marroncino.
Partendo da destra in basso, viene raffigurato Mosè nell'atto di uccidere con una spada un egiziano, reo di aver maltratto un israelita, e alle spalle la vittima. Sullo sfondo Mosè mentre fugge nel deserto dopo aver compiuto l'assassinio.
Proseguendo a sinistra si vede Mosè con in mano un bastone mentre combatte con alcuni pastori che cercano di impedire alle figlie di Ietro, il futuro suocero, di abbeverare le pecore, in basso le figlie di Ietro che riescono a dissetare gli animali vicino al pozzo.
Nel terzo episodio in alto a sinistra Mosè si toglie i calzari, poi si avvicina al roveto ardente e riceve da Dio la missione di tornare in Egitto e liberare il suo popolo; infine in basso a sinistra, egli guida il suo popolo verso la Terra Promessa.

L'affresco misura 345,5 x 555 cm, fu eseguito tra il 1480 ed il 1482.
La raffigurazione di alcuni episodi tratti dal Testamento si collega alle Storie di Mosè, attraverso il quale si vuole evidenziare un parallelismo tra le due raffigurazioni e la continuità tra il Vecchio e Nuovo Testamento.
La scena ripercorre tre episodi della vita di Gesù, in alto a sinistra Cristo incontra il demonio, sotto le sembianze di un eremita, che lo invita a tramutare in pane le pietre; al centro Cristo e il demonio sono sulla sommità del frontone di un tempio, ispirato all'Ospedale di Santo Spirito in Saxia, e il demonio sfida Gesù a gettarsi nel vuoto e ad essere salvato dai suoi angeli; infine, a destra, Cristo fa precipitare il demonio nudo da una rupe dopo il suo rifiuto di dominare il mondo.
In primo piano si svolge un rito sacrificale, interpretato come quello offerto dal lebbroso dopo essere stato risanato da Cristo e in cui il sommo sacerdote simboleggia Mosè, che passa la Legge, e il giovane si identifica con Cristo, che sarà lui stesso sacrificato per redimere l'umanità intera.
« Ora Core figlio di Izear, figlio di Keat, figlio di Levi, e Datan e Abiram, figli di Eliab, figlio di Pallu, figlio di Ruben, 2 presero altra gente e insorsero contro Mosè, con duecentocinquanta uomini tra gli Israeliti, capi della comunità, membri del consiglio, uomini stimati; 3 radunatisi contro Mosè e contro Aronne, dissero loro: «Basta! Tutta la comunità, tutti sono santi e il Signore è in mezzo a loro; perché dunque vi innalzate sopra l'assemblea del Signore? ».
La scena presenta l'episodio della rivolta contro Mosè da parte di Core, Dathan e Abiram. I tre capi delle famiglie ebree non volevano riconoscere l'autorità civile e religiosa di Mosè, organizzarono quindi una rivolta con 250 uomini. La punizione divina, come recitano le scritture, si abbatté su di loro così scomparvero nel nulla inghiottiti dalla terra.
Nel dipinto si vede Mosè a destra con la tunica verde e alle sue spalle Giosuè che si scontra con i ribelli con i mano le pietre, salvando Mosè dalla lapidazione. In secondo piano l'Arco di Costantino, ed alcuni resti di a basilica, in basso Core, Dathan e Abiram.
A sinistra Mosè alza il bastone del comando, la terra si apre inghiottendo i Leviti. Due uomini assistono alla scena come spettatori, il primo vestito di nero guarda verso il pubblico.