
Il primo intervento di Michelangelo alla Sistina fu apportato in seguito all'apertura di una grande crepa dovuta all'instabilità del terreno che provocò ingenti danni al cielo stellato dipinto da Piermatteo di Amelia.
La necessità di riparare i deterioramenti dell'affresco dell'intera volta, convinse Giulio II, che aveva già commissionato a Michelangelo il suo monumento funerario, ad accantonare i lavori e a spingere il pittore a concentrarsi unicamente sulla Sistina.
Dieci anni più tardi, nel 1534, il papa Clemente VII commissionò a Michelangelo l'ultima grande opera della cappella, “Il Giudizio Universale”.
L'affresco fu in gran parte realizzato durante il pontificato di Paolo III, in quanto, il predecessore morì il 25 settembre del 1534 a soli 56 anni e nello stesso anno, Michelangelo, in seguito ad una missiva del pittore Sebastiano del Piombo, fece ritorno a Roma.